Shalimar il primo profumo orientale e ambrato compie 100 anni.
Nella storia della profumeria moderna esistono delle icone, delle certezze di qualità e creatività che perdurano nel tempo, e che rimangono simboli della creazione visionaria e del talento.
Erede di una famiglia completamente legata alla profumeria dal 1800, Jaques Guerlain è l’autore di capolavori che hanno segnato la profumeria, da L’Heure Bleue a Mitsouko, ma è con Shalimar nel 1925 che segna le basi di un mito e di una storia di un profumo fantastica ed affascinante già di per sé.

Shalimar significa “tempio dell’amore” in sanscrito, e si ispira ad una leggenda di una grande e struggente storia d’amore. Siamo nel XVII secolo. L’imperatore Shah Jahan, follemente innamorato della principessa Mumtaz Mahal, inaugurò per lei i Giardini Shalimar. Alla sua morte, nel 1631, le dedicò il Taj Mahal, un gioiello dell’architettura Moghul, oggi considerato una delle Meraviglie del Mondo.
Jacques Guerlain, sopraffatto da questa storia favolosa, decide di farne un profumo. Un omaggio olfattivo a questa eterna storia d’amore, una scia capace di sfidare il tempo.
Shalimar è un ricordo, un omaggio, una rievocazione dei giardini dove l’imperatore e la sua regina amavano ritrovarsi, lontano dal tumulto del mondo, per vivere il loro amore puro.
Lanciato nel 1925 durante l’Esposizione delle Arti Decorative di Parigi, Shalimar non è solo un profumo: è una rivoluzione. In un’epoca in cui la profumeria occidentale rimane dominata dai fiori incipriati e dagli accordi saggi, impone il suo respiro orientale, voluttuoso, ipnotico. Ed è così che entra nella storia, non come una semplice creazione, ma come una dichiarazione d’amore olfattiva, senza tempo e assoluta. È la fragranza femminile più celebre della Maison, ma anche la prima fragranza ambrata della profumeria.
Shalimar è la madre della famiglia ambrata ma è molto floreale. C’è la vaniglia, è un’overdose di bergamotto che conferisce una luce straordinaria.
Il bergamotto emana inizialmente un alito fresco, poi si riscalda al contatto con note di iris, gelsomino e rosa. Nel fondo, l’impronta della vaniglia orchestra questa sinfonia sensuale.
Nella creazione della fragranza Jaques Guerlain esplora e aggiusta nuove strade nella profumeria. Nel 1921, il chimico Justin Dupont propose a Jacques Guerlain una molecola completamente nuova: l’etilvanillina (vaniglia sintetica). Per testarla, il profumiere ne versò un po’ in una bottiglia di Jicky. Contro ogni aspettativa, combinata con le spezie, il limone e la lavanda, questa overdose di vaniglia dolce e golosa produsse un risultato esplosivo.
“Con questa bustina di vaniglia, avrei potuto creare solo una crema inglese, mentre lui, Jacques Guerlain, ha creato Shalimar”, scherzava Ernest Beaux, all’epoca il profumiere di Chanel N. 5.
L’accordo assume una profondità inaspettata, una sensualità bruciante che contrasta con la freschezza esperidata. Esplora, aggiusta, sostituisce, bilancia, spinge le note orientali, modula le esperidi, fino a quando l’alchimia non opera e si delinea l’equilibrio perfetto.
È il primo profumo ad aver osato questa overdose di note vanigliate, questo shock olfattivo tra l’acidità degli agrumi e la sensualità delle note orientali.
Shalimar ha determinato una svolta nella profumeria moderna, che non sarebbe quella che è oggi.

La sua scia ha aperto una breccia, ispirando generazioni di profumieri a esplorare territori olfattivi più avventurosi. Ha tracciato la strada alle grandi fragranze orientali, influenzando creazioni come Opium di Yves Saint Laurent, Obsession di Calvin Klein, o ancora L’Heure Bleue, il suo fratello d’anima a Guerlain.
Tuttavia inizialmente parigine preferirono a questa moderna fragranza orientale, Chanel N. 5, creato nel 1921 da Ernest Beaux per Coco. Ma negli anni ’40, proprio alla fine della guerra, i soldati americani caricarono i loro bagagli di ritorno con i più grandi nomi del lusso francese. Guerlain, naturalmente, e Shalimar in particolare, la cui fama stava già iniziando a emergere a New York grazie a Madame Guerlainiace che lo indossava.
Ma non solo la fragranza è nella storia. Anche la sua celebre bottiglia, creata appositamente nel 1925, e mantenuta nel tempo nella sua impronta generale, contibuisce ad identificare Shalimar come una icona della profumeria.
Il suo scrigno, disegnato da Raymond Guerlain, si ispira ai lavani dei giardini degli Shalimar. Dalla bottiglia al nome, ogni dettaglio si inseriva perfettamente in quel decennio affascinato dall’Oriente, un altrove lontano e fantasticato che permeò tutta l’effervescenza artistica degli anni Venti. Una prodezza tecnica, visto che si trattava di uno dei primi flaconi dell’epoca a poggiare su una base, sormontato da un tappo colorato che alludeva a tutta l’eleganza dell’atto di applicare il profumo, un cabochon blu a forma di ventaglio, il primo cabochon colorato della profumeria, una prodezza tecnica firmata Baccarat. Questo design audace ha vinto il primo premio all’Esposizione delle Arti Decorative del 1925.

Cento anni dopo la sua creazione, Shalimar rimane un riferimento assoluto, un mito olfattivo. In un secolo di esistenza, si è imposto come pilastro della profumeria mondiale. Simbolo di passione, lusso e atemporalità, continua a sedurre e ispirare, dimostrando che alcune creazioni trascendono il tempo e le mode.
Shalimar non è un semplice profumo, è un profumo senza tempo, che perdura fino ad oggi nelle sue diverse nuove versioni e rilavorazioni più attuali.
L’estratto, così come era stato concepito un secolo fa, viene venduto ancora oggi con, ovviamente, degli aggiustamenti legati alle normative IFRA. Insolitamente, la formula dell’estratto, dell’eau de toilette e dell’eau de parfum è la stessa. L’eau de toilette è stata creata nel 1926, l’acqua di colonia nel 1937 e l’eau de parfum più tardi, negli anni ’80, con l’avvento dei famosi “parfums de toilette” molto apprezzati dagli amanti del vintage.
Un successo che Guerlain ha alimentato nel tempo grazie a numerose variazioni (Shalimar Cologne, Shalimar Eau Légère, Shalimar Initial, Shalimar Ode à la Vanille, per non parlare delle bellissime edizioni Millésime…), esplorando sempre l’anima di questo capolavoro, una fonte inesauribile di ispirazione.
Oggi, a cent’anni dalla sua nascita, la maison lo celebra con una nuova versione, Shalimar l’Essence, una nuova interpretazione contemporanea e meno opulenta della fragranza originale.