C’è qualcosa di potente nell’idea che un profumo possa sparire….e poi tornare.
Non come una semplice riedizione commerciale, non come un flanker di opportunità. Ma come un atto deliberato di recupero della memoria olfattiva. Il 2025 ed il 2026 sono, sotto molti aspetti, gli anni in cui la grande profumeria ha deciso di fare i conti con il proprio archivio. Le case storiche riaprono i forzieri, i profumieri tornano sulle formule dimenticate, e sugli scaffali — fisici e digitali — riappaiono nomi che molti appassionati avevano imparato a rimpiangere.
Ecco i grandi ritorni di questo anno, e cosa significano davvero.
Ambre Antique – Infiniment Coty Paris (1905 → 2025/2026)
Se c’è un caso che incarna alla perfezione il concetto di archeologia olfattiva, è questo.
Ambre Antique fu creata da Coty nel 1905: una fragranza pionieristica che, combinando per la prima volta sintetici e naturali in proporzioni inedite, definì di fatto la famiglia olfattiva dell’ambra moderna. La base che ne nacque — la leggendaria Ambreine S, frutto di un sovradosaggio accidentale di vanillina su un letto di bergamotto — rimase proprietà esclusiva di Coty, poi cadde nell’oblio per decenni. L’originale era consultabile solo all’Osmothèque di Versailles.
Per riportarla in vita, i profumieri tecnici di Coty hanno lavorato come ricercatori d’archivio: hanno recuperato la formula originale, ricostruito l’Ambreine S in conformità con gli standard IFRA moderni, e selezionato le migliori assolute naturali del bacino del Mediterraneo — Rosa, Gelsomino, Bergamotto, Iris, Fior d’arancio — nelle proporzioni opulente dell’epoca.
Il risultato è un balsamo di vaniglia ricco e avvolgente, illuminato da una freschezza bergamottata e dalla profondità floreale che caratterizzava la grande profumeria di inizio Novecento. L’edizione limitata — soli 1.905 flaconi numerati e incisi, in omaggio all’anno di nascita — si posiziona già come un oggetto da collezione oltre che come fragranza. Ma il progetto non si ferma qui: Coty ha annunciato nuove interpretazioni della famiglia ambrata da scoprire progressivamente nella prima metà del 2026.
Ambre Antique non è solo un profumo. È la prova che la storia della profumeria è ancora viva, e che le sue creazioni più antiche possono tornare a parlarci in modo contemporaneo.

The One Pour Homme – Dolce & Gabbana (2008 → 2025/2026)
Dal 2008, The One Pour Homme è stato uno di quei profumi da sera che hanno attraversato generazioni di appassionati: speziato, ambrato, caldo, con quel cuore di tabacco che lo rendeva inconfondibile. Nel 2025/2026, Dolce & Gabbana ha deciso di reimaginarlo in due nuove versioni — un nuovo Eau de Parfum e un Parfum — firmate dal profumiere Jean-Christophe Hérault, che aveva già lavorato sulle versioni originali.
Il Parfum porta la concentrazione al massimo: pepe nero, noce moscata e arancia Tarocco all’apertura; cuore di labdano, patchouli e salvia sclarea; base profonda di tabacco, vetiver e ambra. È The One portato verso un territorio più sensuale e denso, più scuro e persistente. Il packaging rispecchia questa intensità — flacone in vetro ambrato con tappo marrone lucido.
Il nuovo EDP, invece, ha scelto una direzione diversa e più fresca: cardamomo e pompelmo affiancano l’arancia Tarocco nell’apertura, il cuore punta su geranio e patchouli, la base è tabacco, ambra e legno di cedro. Una versione più polivalente, pensata anche per la stagione più calda.
La campagna è firmata da Madonna — che reinterpreta in italiano “La Bambola” di Patty Pravo — in uno scenario ispirato al cinema neorealista degli anni ’70. Un’estetica che dice molto sull’intenzione del brand: non un semplice aggiornamento, ma una dichiarazione di continuità identitaria.
The One è uno dei profumi maschili più amati degli ultimi vent’anni. Queste nuove versioni alimenteranno il mercato dell’usato in modo interessante: le versioni originali — EDP in primis — acquistano già valore collezionistico agli occhi degli appassionati più fedeli alla formula storica.

Chanel N°5 Eau de Toilette – Chanel (1924 → 2026)
Il N°5 non ha bisogno di presentazioni. Ma l’Eau de Toilette, nata nel 1924 come espressione più leggera e legnosa del Parfum originale, è spesso stata la versione meno discussa — e forse la più sottovalutata.
Nel 2026, Chanel rilancia ufficialmente l’Eau de Toilette con un flacone ispirato al design del 1924: silhouette minimal, linee pulite, comunicazione visiva affidata a Margot Robbie che la descrive come “più luminosa”. La fragranza mantiene la sua identità caratteristica — bouquet floreale di rosa, gelsomino e ylang-ylang, elevato dagli aldeidi, con una base legnosa di sandalo e vetiver che la distingue nettamente dall’EDP. Meno opulenza, più struttura. Un N°5 “svestito”, come qualcuno l’ha definita su Fragrantica, più adatto al quotidiano e alla stagione calda.
Non si tratta di una riformulazione radicale, ma di un riposizionamento. Chanel vuole ricordare al mercato che il N°5 ha più facce — e che quella dell’EDT merita attenzione propria.
L’Eau de Toilette del N°5 è storicamente considerata la versione più vicina all’estratto originale, con una proiezione più aerea e una tenacia tutta giocata sulla pelle. Un classico per intenditori che ora torna in piena luce.

Vétiver Fauve – Guerlain (1959 → 2025)
Il Vétiver di Guerlain, nato nel 1959, è uno dei pilastri storici della profumeria maschile: terroso, affumicato, radicato — un classico della categoria che ha definito l’archetipo del vetiver moderno per decenni.
Nel 2025, Guerlain non ha aggiornato quella formula. Ha fatto qualcosa di più audace: l’ha reinventata da zero, scegliendo di partire dall’ingrediente stesso e portarlo in un territorio completamente inedito. Vétiver Fauve è stata introdotta nell’estate 2025 come nuova aggiunta alla collezione L’Art & La Matière, con il vetiver come protagonista reinterpretato attraverso note esotiche di fico, ananas, cypriol e fava tonka.
A firmarla è Delphine Jelk, Direttrice della Creazione Profumi di Guerlain, che ha reimaginato questo ingrediente tradizionalmente scuro e affumicato, riportandolo alle sue origini più fresche e selvatiche. La sua dichiarazione è illuminante: ha combinato l’essenza calda e legnosa del vetiver con un accordo di giungla tropicale umida, illuminata da note fruttate di ananas e fico.
Il risultato è una fragranza che divide. L’apertura porta una fruttosità ibrida — succosa, effervescente, con fico e ananas che danno luminosità, mentre il cypriol aggiunge una texture terrosa e leggermente cuoiosa. Il vetiver è presente ma non domina, lasciando spazio alle note più insolite, con la tonka che scalda il dry-down in un contrasto morbido rispetto all’apertura vivace.
Non è il Vétiver del 1959. Non è nemmeno un suo aggiornamento diretto. È una reinterpretazione radicale — un atto creativo che usa il nome e l’ingrediente come punto di partenza per andare altrove. Chi cercava la continuità con il classico troverà qualcosa di sorprendente. Chi cerca novità con radici storiche, invece, potrebbe aver trovato la sua fragranza dell’anno.
La fragranza è disponibile nella flacone ottagonale iconico della linea L’Art & La Matière, questa volta in vetro color giada vivace.
Il Vétiver originale del 1959 — con la sua formula terrosa e affumicata — sta già diventando oggetto di ricerca da parte di chi non si riconosce nella nuova versione tropicale. Sul mercato dell’usato, le bottiglie di Vétiver classico in buone condizioni acquistano interesse collezionistico.

Pour Un Homme Parfum – Caron (1934 → 2025)
Se c’è una fragranza che può rivendicare il titolo di primo profumo maschile della storia moderna, è questa. Creato nel 1934, Pour Un Homme de Caron è considerato il primo profumo maschile della storia della profumeria — un’opera ancora oggi riconosciuta come capolavoro assoluto. La sua formula è di una semplicità disarmante: lavanda provenzale e vaniglia, in equilibrio perfetto. Un dualismo che ha attraversato novant’anni di storia senza mai invecchiare davvero.
La nuova versione Parfum non stravolge questa identità. La porta a una concentrazione superiore. Pour Un Homme de Caron Parfum è una reinterpretazione della formula originale del 1934, che afferma una nuova espressione intensamente magnetica con una modernità che incapsula 90 anni di avanguardismo e carisma.
Il profumiere Jean Jacques ha lavorato sulla formula dell’Eau de Toilette portandola al 10% di concentrazione (rispetto al 5% originale), con la lavanda che rimane dominante al 61%. Le note di lavanda francese si fondono con note di vaniglia avvolgente, opoponace e styrax resinoso, in un’aura misteriosamente irresistibile. Rispetto all’EDT classica, il Parfum è più profondo, più avvolgente, con una persistenza notevolmente maggiore — e quella vaniglia ambrata che nel dry-down si fa più densa e sensuale.
Il flacone rispecchia l’intenzione: vetro sfumato verde scuro che richiama i campi di lavanda provenzali, tappo in metallo azzurrato. Un oggetto che si distingue nettamente dalla tradizionale bottiglia dell’EDT, pur mantenendo la stessa dignità architettonica.
Pour Un Homme è uno dei profumi più imitati della storia — la sua struttura lavanda-vaniglia ha ispirato decine di fougères maschili. Questa versione Parfum è per chi conosce già il classico e vuole una versione più intensa e longeva. Ma chi preferisce la versione originale — più aerea, più discreta — ha buone ragioni per cercarla sul mercato dell’usato, dove le vecchie edizioni millésimée continuano a circolare tra i collezionisti.

Perché l’archivio è diventato il futuro
Questi ritorni non sono casuali. Rispondono a una tendenza precisa che attraversa l’intera industria della profumeria: il consumatore contemporaneo è più informato, più curioso della storia delle fragranze, e sempre meno attratto dalla novità fine a se stessa.
In un mercato dove ogni settimana nascono decine di nuove uscite, le case di profumeria con un archivio storico hanno capito che il passato è il loro vero asset competitivo. Le fragranze di archivio — quelle formule dimenticate, quelle creazioni interrotte — portano con sé una narrativa che nessun lancio nuovo può replicare. Portano autenticità, storia, emozione.
E portano anche un’altra cosa: valore sul mercato secondario.
Conclusione
Il 2026 ci regala qualcosa di raro: la possibilità di annusare la storia della profumeria in forme nuove, o di riscoprire quella storia nelle versioni che l’hanno scritta davvero.
Che tu stia cercando l’Ambre Antique di Coty per capire da dove viene tutto, il The One nella versione che ti ha sempre accompagnato, o la N°5 EDT degli anni ’90 che non trovi più — il mercato C2C è, sempre di più, il luogo dove questi incontri sono possibili.
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